Primo Levi. L’uomo che ha guardato in faccia l’orrore

Primo Levi. L’uomo che ha guardato in faccia l’orrore

Letteratura, Tècne Magazine
Il 27 gennaio si è celebrata la Giornata della Memoria per commemorare le vittime della Shoah (Olocausto). Data che deve far riflettere, per non dimenticare fin quanto la crudeltà umana possa spingersi. Proprio per ricordare, trattiamo Primo Levi, uno dei maggiori punti di riferimento letterari, nonché intellettuale, che con la propria penna è riuscito ad imprimere il dolore e lo smarrimento umano. L’esperienza di Auschwitz Primo Levi nasce a Torino nel 1919, città nella quale morirà nel 1987. Scrittore simbolo della memoria contro lo sterminio razziale a danno del popolo ebraico per opera dei nazisti. Con il suo romanzo Se questo è un uomo vince il Premio Strega e il Premio Campiello. Uomo di cultura, estremamente puntuale e raffinato, si dedica all’arte della scrittura probabilmente per necessità di esternare le…
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Patrizia Cavalli: poetessa nel Novecento

Patrizia Cavalli: poetessa nel Novecento

Letteratura, Tècne Magazine
Patrizia Cavalli fu una poetessa e scrittrice contemporanea, molto nota nell’ambiente della poesia. Viene scoperta dall’amica Elsa Morante a Roma; città che la Cavalli assunse come sua seconda casa avendo lasciato Todi e nella quale scrisse quasi tutte e 12 le sue opere. Già perché la Cavalli passò la prima parte della sua vita a Todi per poi trasferirsi a Roma attratta dalle possibili conoscenze in campo artistico e per proseguire gli studi (1947-2022). La forma poetica della Cavalli è tipica di quella linea di far poesia del Nord Italia, dove elementi di classicismo si intrecciavano perfettamente con spruzzi di attualità. La Cavalli sarà un vero e proprio “canzoniere d’amore” come sarà definita da Enrico Testa, per Giulio Einaudi Editore. Già perché la Cavalli, con Alda Merini e Patrizia Valduga,…
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Reacher: Buona la seconda!

Reacher: Buona la seconda!

Cinema, Tècne Magazine
C’è un fine stratega sotto quella montagna di muscoli? Reacher è sempre Reacher. Scontroso, taciturno, gigantesco. Alan Ritchson è decisamente azzeccato nel ruolo del burbero Jack. Molto più di Tom Cruise, il cui fisico minuto (di statura, non ce ne voglia il buon Tom) ha destato più di qualche perplessità per la caratterizzazione dei precedenti film. Orde di fan (che mai conoscono il loro posto) a inveire contro tutto e tutti, pur di non avere “l’arrogante imbecille basso” a sporcare un’immagine creata dalla variopinta penna di Lee Child. Si sa, i social legittimano allo sproloquio non assistito. Tom non aveva sfigurato nelle precedenti pellicole, ma con Alan ci si avvicina molto di più alla fedeltà narrativa, alla potenza muscolare, alla messa in onda di un Aiace moderno. La prima stagione…
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