Un gentiluomo a Mosca – più che una serie TV

Un gentiluomo a Mosca – più che una serie TV

Arti Visive, Cinema, Tècne Magazine
A volte capita di potere vedere una serie TV (in questo caso una miniserie TV) talmente interessante da chiederti se e quanto abbia rispettato la storia. Un gentiluomo a Mosca – infatti – è un prodotto televisivo che ha, quasi, una funzione – in un certo qual modo – didattica: una successione di 8 episodi di circa 55 minuti l’una, che presentano una Russia molto affascinante (osservandola da un punto di vista puramente storico!) ovvero in quel periodo compreso tra la rivoluzione del 1912 e il 1954. Come viene osservato questo periodo di tempo? Ecco è proprio questo il nocciolo dell’intera narrazione che rende questa miniserie tanto innovativa perché l’ideatore Ben Vanstone pensa ad un romanzo già in circolazione dal titolo omonimo – A gentleman in Moscow - (opera dello…
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Wonder: il coraggio di uno diventa la forza di tanti

Wonder: il coraggio di uno diventa la forza di tanti

Cinema, Tècne Magazine
Finalmente sbarca su Netflix una pellicola giovanile molto attuale e dai grandi risvolti sociali: Wonder, di Stephen Chbosky. Il diverso. Quanta letteratura sul tema. Quante parole dette, quanti libri scritti, quante storie raccontate. Niente può rendere l’idea meglio di una pellicola che trascenda il superfluo e concretizzi davvero dinamiche che spesso si sottovalutano, si banalizzano. Wonder catalizza con linguaggio semplice ma deciso quanto raccontato dall’omonimo romanzo di R.J. Palacio, elevando contenuti di corridoio a riflessione per grandi e piccoli. Il film insiste sulla diversità di punti di vista, presentando la stessa trama da occhi diversi, avvicinandosi e allontanandosi dal focus personale, illustrando un’emotività genuina insita in ognuno di noi, che siamo bambini, ragazzi e adulti. Il diverso spaventa sia chi osserva sia chi è osservato, i primi per mancata conoscenza,…
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La forma dell’acqua: la semplicità raccontata da Del Toro

La forma dell’acqua: la semplicità raccontata da Del Toro

Cinema, Tècne Magazine
Una favola dell’evo moderno Sbarca su Disney+ uno dei film fantastici più dibattuti degli ultimi dieci anni. Elementare. Imprevedibile. Storia non storia. Una fiaba che si sporca le mani ma che trova la propria catarsi proprio nell’elemento principe del genere umano, l’acqua. Quella stessa acqua che dà la vita, quel liquido così prezioso da non avere forma, odore, sapore, colore, ma che è fonte inesauribile d’eternità. L’incipit narrativo prende le mosse dalla semplice vita di un’inserviente di Baltimora, siamo nel 1962. Elisa conduce una vita semplice, abitudinaria, ordinata. Per scelta forse, sicuramente per necessità. Questo non le impedisce di avere un’esistenza dignitosa, onesta, senza particolari aspirazioni, ma con la passione per le piccole cose, quelle vere, quelle che rendono felici a prescindere. La grandezza dentro le piccole cose come le…
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The Beekeeper: Adam Clay a caccia di calabroni

The Beekeeper: Adam Clay a caccia di calabroni

Cinema, Tècne Magazine
David Ayer e Kurt Wimmer sprecano un’occasione Proteggere l’alveare. Incipit di nome e di fatto. Metaforica litania che scandisca tutto il film. Nell’ottica di Adam sono tutti un po’ calabroni. Come tali, vanno rimossi. Ogni elemento che disturbi un sistema, il sistema, merita di essere espunto dallo stesso. Lo status quo deve essere mantenuto o ripristinato. Stringente è la logica alla base delle azioni di Adam e dei Beekeeper. Forse Mr. Clay materializza e concretizza in maniera definitiva una retorica imposta e, non è dato sapere come, indotta in modo ridondante. Replica con pervicacia ogni proponimento che sia figlio di una morale assunta come universale. A volte univoca. A volte fallace. Comunque giusta. Tema principale della pellicola sembra essere proprio il giusto ontologico, la giustizia propriamente detta. Una giustizia etica…
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Road House: Doug Liman e Jake Gyllenhall proiettano un classico nel 2024

Road House: Doug Liman e Jake Gyllenhall proiettano un classico nel 2024

Cinema, Tècne Magazine
  Elwood Dalton è bello. Di un’umiltà quasi affettata. All’inizio si percepisce una grande bontà, condita da una voglia di espiazione da sindrome di agnello sacrificale. Un potere derivante da una brillante forma fisica e da un talento marziale non può prescindere da un controllo e un autocontrollo che ponga il nostro eroe nel lato giusto della storia. Qualcuno avrebbe parlato di binomio potere-responsabilità. Old but gold. Per i primi 40 minuti la pellicola non ha la pretesa di emulare l’originale. Se non in costruzione e inquadramento della trama. Un plauso alla colonna sonora che, come nel 1989, scandisce ogni tensione narrativa, accompagnando allegramente una sinossi forse prevedibile ma compatibile con il genere di riferimento. Elwood parla poco come James, ma è meno serioso. Più leggero, meno rabbioso. Riprende altri…
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Tutti tranne te: Glen Powell e Sydney Sweeney si innamorano sulle note di The Hills

Tutti tranne te: Glen Powell e Sydney Sweeney si innamorano sulle note di The Hills

Cinema, Tècne Magazine
Un’altra commedia americana. Lui canonicamente belloccio. Lei candidamente sensuale. Almeno qui l’ideologia del politicamente corretto non ha attecchito. Il bello è bello. Gli stereotipi sono rispettati. Così come il modello di commedia degli errori (si scherza, William), dove tutto sembri essere il contrario di tutto. Una pellicola leggerina, ma comunque adatta al genere. A volte farsesca, a volte più seria (almeno ci prova), a tratti sensuale. Glen Powell appare a suo agio nelle vesti di bellone finanza e abiti su misura. Trasudava comicità (più o meno ilare) anche in Top Gun – Maverick, quindi non sorprende la caratterizzazione di un personaggio a metà tra il so tutto io e il fragile. La vita può essere dura per tutti. Scegliere come declinare la sofferenza è qualcosa di personale. Scegliere di o…
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City Hunter – Angel Dust: il passato torna sempre

City Hunter – Angel Dust: il passato torna sempre

Cinema, Tècne Magazine
Vecchie glorie e vecchie storie sbarcano nell’evo tecnologico Ryo Saeba è tornato. Anche stavolta con un film evento proiettato per tre giorni. Angel Dust, titolo accattivante. Specie per chi conosca la storia, l’origine, le origini e l’epopea dello sweeper più famoso al mondo. È subito Ai yo kienaide (“Amore non sparire più”) e si parte per una nuova avventura, dove Ryo non solo non sparirà, ma farà molto di più. L’immancabile binomio mokkori-Kaori occupa buona parte della pellicola. Anche troppo, questa volta. Ryo non smetterà di elargire amore al genere femminile, Kaori non rinuncerà mai a punirlo. Esilarante nel manga, divertente nell’anime e in altri film (specie in Arrestate “Ryo Saeba!), in Angel Dust si è come provato a dare contesto a 360° alla storia, coadiuvando la comprensione del nuovo…
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Reacher: Buona la seconda!

Reacher: Buona la seconda!

Cinema, Tècne Magazine
C’è un fine stratega sotto quella montagna di muscoli? Reacher è sempre Reacher. Scontroso, taciturno, gigantesco. Alan Ritchson è decisamente azzeccato nel ruolo del burbero Jack. Molto più di Tom Cruise, il cui fisico minuto (di statura, non ce ne voglia il buon Tom) ha destato più di qualche perplessità per la caratterizzazione dei precedenti film. Orde di fan (che mai conoscono il loro posto) a inveire contro tutto e tutti, pur di non avere “l’arrogante imbecille basso” a sporcare un’immagine creata dalla variopinta penna di Lee Child. Si sa, i social legittimano allo sproloquio non assistito. Tom non aveva sfigurato nelle precedenti pellicole, ma con Alan ci si avvicina molto di più alla fedeltà narrativa, alla potenza muscolare, alla messa in onda di un Aiace moderno. La prima stagione…
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The Continental: dove e come nasce il mentore di John Wick

The Continental: dove e come nasce il mentore di John Wick

Cinema, Tècne Magazine
La serie tv che valorizza ancora di più le leggi della Gran Tavola Raro. Rarissimo. È questo il caso in cui un prodotto televisivo sia allo stesso livello di uno cinematografico. Si potrebbe eccepire che oggi gli strumenti siano all’avanguardia. Gli sceneggiatori siano sempre quelli. I soldi investiti facciano la differenza. Quello che davvero varchi quel confine di una storia come le altre è il valore delle scelte. In questa serie, sono diverse quelle centrate. Gli anni 70 sono una cornice perfetta per descrivere la storia di Winston Scott, un po’ mentore, un po’ amico, un po’ tutto quello che John avesse avuto bisogno che fosse. Se la scelta dei 70s può dirsi obbligata a livello temporale, la caratterizzazione è sensazionale. Si è proiettati in quel periodo da melodie culto.…
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Oppenheimer: Cillian Murphy brilla nel Kolossal di Nolan

Oppenheimer: Cillian Murphy brilla nel Kolossal di Nolan

Cinema, Tècne Magazine
  La forma trascende la sostanza Precarietà e ambiguità centrali nella pellicola     Precarietà. Il tema principale di questa particolare pellicola di Christopher Nolan. Diversamente dalla maggior parte delle sue pellicole, eccezion fatta per Dunkirk, Nolan si cimenta in qualcosa dai contenuti realistici. Documentabili. Storici. Il che non implica manchino colpi di scena, pathos e voli pindarici. Stavolta, però, il contorno storico è contesto e protagonista. È una veste a tratti stretta, a tratti larga, che cinga con cinica presa il sinuoso corpo sinottico. È chiaro fin da subito come Nolan intenda costruire una narrativa del disincanto su vicende passate alla storia. È rilevante il lascito della storia ai posteri o, almeno, è quanto il regista sembri voler imprimere nella sua settima arte. Rileva qui un senso di giustizia…
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