Edgar Lee Masters e la sua Antologia di Spoon River. Esempio di sentimento fuori dal coro!

Edgar Lee Masters è un esempio di genio artistico prestato alla scrittura. Talmente tanto geniale da non essere compreso e – come spesso accadde – ad essere costretto ad una vita con ben pochi sostenitori oltre a morire povero. Con la sua Antologia di Spoon River realizza un’opera audace e colma di rischi che lo conducono alla solitudine e alle critiche.

Nasce nel 1868 a Garnett – in Kansas– e muore nel 1950 a Melrose Park – in Pennsylvania – durante la sua vita si cimentò nella poesia, nella scrittura e nella professione di avvocato.

Lee Masters, un innovatore punito

Edgar Lee Masters è uno degli scrittori e poeti statunitensi più importanti e gli viene riconosciuta una audacia nella scrittura difficilmente raggiunta da altri letterati e poeti ma non fu sempre così apprezzato anzi, come molti altri artisti, costretto alla solitudine intellettuale.

Nel corso della sua vita Edgar fu, infatti, allontanato dalla maggior parte dei suoi conoscenti e concittadini proprio in virtù della sua opera più celebre. Il motivo risiedeva nella natura stessa dell’opera.

L’Antologia di Spoon River, infatti, è l’opera più significativa di Edgar Lee Masters ma fu ispirata dagli abitanti della cittadina di Lewistonnella Contea di Menard, in illinois– dove visse il giovane Edgar Lee Masters. In questa realtà quasi campestre lo stesso riprodusse con grande precisione i vizi e le debolezze di coloro che sapientemente osservava in silenzio, facendoli divenire i vizi e le vite dei vari epitaffi poetici dell’Antologia di Spoon River.

Quindi le poesie che compongono la sua opera più famosa altro non sono che la critica al sistema sociale che lo stesso autore aveva osservato e riprodotto volontariamente senza filtri; un sistema che riteneva impregnato di menzogne e ingiustizie.

Da questo punto di vista potremmo considerare E.L. Masters in perfetta sintonia con i trascendentalisti americani piuttosto che con tutta quella frangia di intellettuali e scrittori e/o scrittrici che si sarebbero battuti per le più disparate ingiustizie sociali (afro-americani, donne, nativi americani …) pur non aderendone apertamente. Tra i trascendentalisti americani citiamo Ralph Waldo Emerson (1830-1882), Nathaniel Hawthorne, Sarah Margaret Fuller… e la loro visione di originalità dell’America rispetto all’Europa considerata anche dal punto di vista del legame che lega la natura e l’uomo stesso, oltre al proprio ruolo nel Mondo.

Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

L’opera più importante di Edgar Lee Masters fu, appunto, l’Antologia di Spoon River. Si tratta di una collezione di poesie in versi liberi che venne pubblicata tra il 1914-1915 sul Reedy’s Mirror di Saint Louse, una rivista letteraria, pubblicata con lo pseudonimo di Webster Ford.

L’antologia è composta da una serie di poesie e ognuna di queste tratta – in forma di epitaffio – la vita degli immaginari risiedenti della cittadina di Spoon River fino a descrivere anche il motivo della loro morte.

Lo scrittore americano decide di far parlare i defunti, non a caso; egli sostiene che l’essere umano è regolato dalla menzogna e solo con la fine della vita terrena perde questo vestito di bugie e mostra realmente ciò che è. Sostiene che l’età adulta è condizionata da filtri e bugie e che la verità è dei bambini – puri perché non ancora condizionati a livello sociale- e dei defunti – scevri dal dover continuare a mentire poiché appartenenti al regno dei morti-.

Nella famosa Antologia di Spoon River vengono descritti ben 244 poesie riferite ad altrettanti personaggi diversi con lo scopo, in generale, di operare una critica feroce verso la società umana e, in particolare, verso quella americana alla quale egli stesso apparteneva. Nello specifico va detto che l’autore pubblicò fino al 1915 un totale di 209 poesie alle quale aggiunse, l’anno successivo, altre 33 poesie raggiungendo il numero finale definitivo di 244 poesie che compone l’antologia.

Curiosità: La scelta del nome Spoon River è una fusione tra il fiume omonimo realmente esistente che scorre vicino Lewiston – città in cui visse Edgar Lee Masters – e la collina è quella del cimitero di Oak Hill dove era solito giocare da bambino.

Quale informazione in più sull’Antologia di Spoon River

L’opera di Edgar Lee Masters viene terminata e vede la pubblicazione quando, in Italia, era in vigore il Regime Fascista che non permetteva la libera circolazione e, meno che mai, la pubblicazione di opere straniere che erano ritenute amorali e pericolose.

Esisteva però un modo, un escamotage, per far sì che queste opere condannate venissero pubblicate ed era quello di farle passare per opere religiose – l’unica forma di letteratura e poesia non osteggiata – e fu così che grazie a due grandi personalità del secolo scorso arrivò in Italia questa opera meravigliosa.

A permettere ciò furono Cesare Pavese e Fernanda Pivano che fecero passare questa raccolta di poesie dissacranti per un’opera che celebrava un santo. Per ottenere questo piccolo “miracolo” operarono una piccola variante nel titolo che invece di essere Antologia di Spoon River divenne – in Italia – Antologia di S. River e il bluff era servito a dovere!

Questo procedimento fu realizzato, con notevole rischio di tutti e tutte coloro che ne prendevano parte, per permettere la stampa e la pubblicazione di opere che avevano la funzione emotiva e sociale di aiutare la protesta anti-fascista italiana con l’affermazione del senso critico e del libero pensiero.

Edgar Lee Masters: un po’ dell’autore

Edgar Lee Masters ebbe una vita sempre molto attenta ai bisogni sociali. Figlio di un avvocato, decise di seguire le orme paterne vedendo nell’attività forense la possibilità di migliorare le vite altrui, magari di coloro che non venivano affatto tutelati, e di far progredire la giustizia sociale. Nel corso della sua carriera da avvocato non mancò di aiutare gli indigenti e gli emarginati che, altrimenti, non avrebbero potuto godere appieno della giustizia condizionando molto la propria carriera e impedendogli di progredire in ambito forense.

Edgar Lee vide chiaramente che la società americana era piena di contraddizioni e di ingiustizie e trattò queste tematiche nei vari epitaffi dei morti ai quali concedette l’ultimo atto di ribellione sociale, liberandosi dei loro segreti senza filtri e reticenze.

Toccò le tematiche più scontate del tradimento amoroso, del controllo e del senso del possesso (più marcatamente sentimentali), per arrivare alle lotte di classe (femminismo/maschilismo e disparità religiosa e/o etnica) e le tematiche del lavoro e dello sfruttamento classista tipico di quegli anni. Tutti questi temi e molto altro sono contenuti nell’Antologia di Spoon River che è un vero e proprio contenitori dei mali di quel secolo.

Un paio di esempi per capire meglio l’opera

Antologia di Spoon River si apre con un incipit che è dedicato alla collina, ovvero il cimitero, nel quale si svilupperà l’intera opera.

Il poeta si approccia ai defunti con fare curioso e rispettoso e viene ricompensato con la generosità delle descrizioni; i defunti sono generosi nel raccontarsi anche per poter smascherare alcuni crimini subiti o commessi in un gesto estremo di liberazione e di ricerca di pace.

Ogni poesia è intitolata con il nome del defunto come a voler ribadire che ormai il focus è l’individuo, o ciò che ne resta, che ha solo il desiderio di trovare la pace interiore e non gli importa di molto altro. Si tratta di storie di vita dolorose, spaventose, disilluse e, anche, sentimentali a voler gridare che la vita è spesso infima ma, anche, un dono prezioso da non sperperare!

Per chi non avesse letto la sua Antologia di Spoon River non ho altro da consigliare se non di acquistare il libro e leggerlo per capire e sentire quel malessere e desiderio di giustizia e integrità che caratterizzò la produzione di Edgar Lee Masters.

Ludovica Cassano

 

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